Vendite sincopate, ma comunque Sotheby’s Milano sostiene le glorie nazionali. Bene Lucio Fontana, Fausto Melotti ed Enrico Castellani

Partenza lenta la sera del 24 maggio da Sotheby’s Milano, che ha officiato la prima parte dell’asta di Arte Moderna e Contemporanea, con ben 23 opere su 59 che non trovare un compratore. Pur con questo un tasso di invenduto non indifferente, tuttavia le opere battute hanno raggiunto cifre al di sopra delle aspettative, confermando la grande richiesta da parte dei bidders delle opere più importanti.
La sala ha iniziato a risvegliarsi con il protagonista della serata, Lucio Fontana, al lotto numero 8 con una sua scultura a forma di Arlecchino, che da una stima massima di 70mila euro è stata battuta a 192.750. Al lotto seguente Fausto Melotti è stato portato a casa per 162.750, partendo da una stima di 70-90mila.
Alcuni invenduti più in là è tornato il Maestro dello Spazialismo a rendere vivace la sala, che divideva le offerte con i collezionisti ai telefoni.
Ottime performance anche per Enrico Castellani: la Superficie Argento è stata battuta a 672mila, mentre altre due Bianche a 180mila e 114mila. Molto conteso lo Schifano, battuto al doppio della stima a 252mila. Il Bianco Cretto di Burri ha superato di pochissimo la sua stima minima di 500mila, così come la Semicolonna di Pomodoro, battuta a 84mila. Grandioso successo per uno dei pochi “stranieri” in catalogo: un piccolo Frank StellaSenza Titolo, che ha polverizzato la stima di 35mila, conteso fra numerosi bidders che hanno scaldato la sala, trovando infine un compratore a 168mila.

Top lot delle due sessioni d’asta milanesi è stato il Concetto Spaziale della serieMetalli di Lucio Fontana, battuto giovedì sera a 1.184.750. Record d’asta in Italia perMario Schifano, con uno smalto del 1962 intitolato Propaganda, proveniente  da una collezione privata, che da € 80–120mila ha raggiunto la cifra record di € 252,750. World Record nella categoria dei gioielli d’artista, per il bracciale in oro di Lucio Fontana.

Completamente ignorati Vincenzo Agnetti, Emilio Prini, Pier Paolo Calzolari Giuseppe Uncini, così come i più giovani e la fotografia, con nomi comeLuisa Lambri, Tom Sachs, Vanessa Beecroft, Grazia Toderi. E anche il Nouveau Realisme continua a non a trovare facilmente consensi di mercato, a parte Christo.
Molto bene invece per tutti i lotti in catalogo di Castellani e Bonalumi, come per le carte di Boetti della sessione pomeridiana. Ottimo affare per chi ha comprato l’opera di due metri di Dadamaino, venduta al di sotto della stima minima di 15mila. La vendita di unGerhard Richter di 8×8 cm a 36mila ha confermato la voracità dei collezionisti nei confronti dell’artista. La fame di icone ha portato il piccolissimo Jeff Koons dal diametro di 27 cm, in edizione di 2.300, ad arrivare a 12.500 da una stima massima di 4mila.

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