La campagna d’Italia. Artcurial apre a Milano

Sbarca a Milano Artcurial, casa d’aste leader in Francia. Giusto una sede di rappresentanza, ma è un primo passo. E per segnare il territorio, una tre-giorni all’insegna della beneficienza e dell’expertise. Si parte giovedì 10 maggio. Per i dettagli, ecco tutte le risposte di Gioia Sardagna Ferrari, a capo di quest’ambasciata in suolo italico.

La sede parigina di Artcurial

Dopo Bruxelles e Pechino avete scelto l’Italia. Queste strategie di riposizionamento sono una risposta alla crisi internazionale?
Per quanto riguarda il nostro punto di osservazione, non possiamo parlare di nessuna crisi del mercato dell’arte: nel 2011 abbiamo registrato una crescita pari al 27%, nel 2010 del 24%.
La decisione di aprire un ufficio di rappresentanza in Italia deriva piuttosto da una strategia di approccio e relazione con i nostri clienti, nel segno dell’implementazione. Da più di dieci anni, infatti, organizziamo nel mese di luglio una sessione di aste a Montecarlo, dove intervengono numerosi clienti italiani (sia compratori che venditori). Questa apertura vuole quindi essere una risposta al nostro desiderio di offrire loro un servizio “su misura”, che solo una presenza sul territorio può garantire, mettendoci a completa disposizione in ogni fase della relazione, a partire proprio anche dall’ascolto delle loro esigenze.

Sono previste aperture in altri Paesi?
Artcurial riserva una grandissima attenzione al mercato internazionale, ma per il momento, dopo Pechino, Bruxelles e Milano, non sono previste nuove aperture.

Come sta reagendo la clientela alla crisi? Com’è cambiato il collezionismo negli ultimi anni?
Una delle principali conseguenze della crisi economico-finanziaria che la nostra epoca sta attraversando è la presenza, questo è fuor di dubbio, di un numero crescente di venditori, cioè di persone che desiderano trasformare in liquidità alcuni loro beni. Noi siamo a disposizione di tutte queste persone, per valorizzare al meglio il loro patrimonio. Parallelamente, però, è sempre la crisi a convincere un ampio numero di compratori che acquistare arte e oggetti di pregio sia un piacere ma anche un investimento redditizio. È in ragione di ciò che ogni giorno noi vediamo aumentare il numero di coloro che acquistano, anche nel campo dell’orologeria o delle automobili da collezione.

Cosa si aspetta Artcurial dalla sede italiana?
I principali obiettivi sono: offrire un miglior servizio ai nostri clienti affezionati e, naturalmente, incontrarne di nuovi. Senz’altro la strategia sarà basata sulla creazione di occasioni diverse per farci conoscere, sia come interlocutore affidabile, presente e capace, ma anche spiegando in dettaglio i servizi e i campi di eccellenza che fanno di Artcurial la prima casa d’aste francese: non aspettiamo che sia il pubblico a cercarci. Tutti i nostri uffici internazionali hanno l’obiettivo di aumentare la notorietà e vivacizzare il nostro marchio con esposizioni, anteprime, giornate di expertise, ma anche conferenze e incontri sull’arte e il suo mercato.

Com’è il rapporto di Artcurial con il collezionismo italiano? Come pensa cambierà dopo l’apertura di un ufficio di rappresentanza?
Artcurial ha da tempo intessuto ottime relazioni con una clientela italiana molto qualificata e ha creato anche diverse occasioni d’incontro, come le presentazioni di artisti a Venezia, in occasione di ogni Biennale di Arti visive. Oggi, con la nostra presenza sul territorio, ci aspettiamo di entrare in contatto con un pubblico più ampio, aprendo la strada anche a privati che non hanno abitudine al mondo delle case d’aste. Per questo abbiamo deciso di presentarci al pubblico italiano con due giornate di expertise, mettendo a disposizione del pubblico in modo completamente gratuito e confidenziale i nostri esperti di diversi settori: chi vorrà, nelle giornate di venerdì 11 e sabato 12 maggio, potrà portare in visione oggetti, orologi, gioielli, opere d’arte antica e moderna, collezioni di fumetti, Hermès Vintage ecc. e avere in cambio, senza impegno alla vendita, un parere qualificato in merito al valore dell’oggetto sul mercato.

Su che fascia di mercato punterete in Italia? Quali dipartimenti verranno maggiormente coinvolti nella strategia di offerta?
I collezionisti italiani sono particolarmente ecclettici e particolarmente eclettica è Artcurial: non sono molte le case d’aste così complete, in grado di offrire più di venti dipartimenti specializzati e l’organizzazione di circa 100 aste l’anno (arte moderna, contemporanea, antica, orientalismo, archeologia, Street Art, arte asiatica, design, ma anche vini, gioielli, auto d’epoca, Hermès Vintage, libri antichi e moderni, manoscritti, fumetti ecc.). La nostra idea è mettere a disposizione tutte le nostre capacità per ascoltare le esigenze, affiancare i collezionisti, scoprire le sfaccettature e il mondo ampio e variegato del collezionisimo italiano in una logica di percorso e costruzione di una relazione. E siamo pronti a essere piacevolmente sorpresi.

Gioia Sardagna Ferrari

Per ora Artcurial ha scelto di aprire un ufficio di rappresentanza. C’è la possibilità che nel futuro si possa pensare di fare anche aste in Italia?
È possibile, anche se per il momento le aste continueranno a essere fatte a Parigi, nella nostra sede presso l’Hotel Dassault sugli Champs Elisées. Tuttavia, giovedì 10 maggio faremo la nostra prima asta, con un progetto di beneficienza destinato alla Fondazione Francesca Rava, grazie alla generosità di Nicoletta Rusconi che ha messo a disposizione una serie di opere di fotografia italiana da destinare alla costruzione dell’Ospedale pediatrico Saint Damien in Haiti. Batteremo in asta a Milano una prima piccola selezione del fondo, e successivamente organizzeremo un’asta del corpus di opere più ampia, sempre per il progetto della Fondazione Rava.

Oltre alle attività classiche di una casa d’aste, a Milano svilupperete anche un programma di mostre, partnership, giornate di expertise?
Le expertise sono il punto di partenza fondamentale: programmeremo nel prossimo futuro un ciclo di giornate di expertise in tutte le specialità di cui Artcurial si occupa. Accanto a ciò programmeremo anteprime espositive e siamo pronti a intessere collaborazioni sul fronte culturale.

Com’è iniziata la sua collaborazione con Artcurial?
Dopo il master in arte contemporanea organizzato da Serge Lemoine, allora direttore del Musée d’Orsay, ho avuto un’interessante opportunità di lavoro e ho deciso di trasferirmi a New York, dove ho vissuto per due anni. Nel frattempo, in Francia, con la riforma dei “commissaires priseurs” del 2002 si apriva il mercato a tutte le case d’aste internazionali e non più solo francesi. Questa rivoluzione del mercato dell’arte ha di fatto creato la possibilità della fusione di più “commissaires priseurs” che prima erano indipendenti, ed è così che, nel 2002, è nata Artcurial.
Inizialmente si trattava di una piccola struttura, ma molto dinamica. Nel gennaio 2004 ho raggiunto l’équipe come specialista di arte moderna e contemporanea. All’epoca Artcurial contava meno di una ventina di collaboratori, oggi siamo un centinaio.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s