Taglio, ma per raddoppiare. La case d’aste Bonhams affronta la crisi con il nuovo Dipartimento di Arte Contemporanea

Che il settore dell’arte contemporanea sia molto proficuo e soprattutto di moda lo si capisce dalle strepitose cifre totalizzate dalle maggiori case d’asta. E allora perché restarne fuori? Bonhams ha quindi deciso di lanciarsi nelle vendite di arte contemporanea istituendo un nuovo dipartimento con l’aiuto dello specialista “ingaggiato” otto mesi fa, Anthony McNerney, che ha lavorato sia da Christie’s che da Phillips de Pury & Co, assieme ad altri otto specialisti.
Mentre da un lato Bonhams taglia alcune sedi, come quelle nel Midlands e a Dubai, dall’altro per un programma di rilancio dell’azienda punta verso nuovi orizzonti, come quello del contemporaneo, con uno stanziamento iniziale di 30 milioni di sterline. L’asta d’inaugurazione avverrà proprio nella settimana clou di Frieze, il 13 ottobre, con la presentazione di 20 lotti in vendita. Gruppetto scarno sì, ma sostanzioso, grazie alle garanzie sul prezzo ed agli anticipi ai venditori che hanno funzionato da catalizzatore ai collezionisti che hanno scelto di proporre le proprie opere a Bonhams.
Il dipinto di Glenn Brown, Little Death, è stato ad esempio garantito con una stima di 700-900mila sterline. Da quando l’artista ha iniziato il suo rapporto con la Gagosian, tre dei suoi dipinti sono stati battuti per oltre 1 milione di sterline; il dipinto inoltre non è mai apparso in asta, e faceva parte della grande retrospettiva dedicata all’artista alla Tate Liverpool nel 2009.
Per le opere di Martial Raysse e Alighiero Boetti, invece, sono stati dati degli anticipi ai venditori. Altra caratteristica del piccolo gruppo di opere presentate è l’offerta di artisti nuovi o trascurati, come il minimalista inglese Bob Law, scomparso nel 2004, oppure Phyllida Barlow, recentemente entrata nella scuderia di Hauser & Wirth.

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