Ultime dall’universo Ai Weiwei. Dal manifesto profetico riemerso alla lista degli oggetti confiscati

Ve ne avevo accennato i contenuti qualche giorno fa. Ora approfondiamo dando uno sguardo agli ultimi eventi…

“La libertà è la condizione necessaria per la creatività; solo attraverso la creatività possiamo veramente assaporare la libertà. Lo spirito creativo onora la tradizione rompendo con la tradizione stessa. Solamente allontanandoci dalla tradizione possiamo coltivare la tradizione”. E ancora, gli artisti cinesi “devono aiutare il popolo cinese a sbarazzarsi del passato e a creare una società di spiriti liberi e creativi”.

Questi sono i contenuti del manifesto scritto da Ai Weiwei nel 1985, quando viveva a New York. Questo documento rappresenta un grido contro l’isolazionismo e la censura del governo cinese, pubblicato da Artinfo la scorsa settimana.

Il manifesto è stato redatto da Ai Weiwei assieme ad un gruppo di amici chiamato Chinese United Overseas Artists, artisti espatriati in America dove vennero a contatto con la scena artistica newyorchese dei ruggenti anni ’80.

Il manifesto contiene gli arbori dell’essenza del lavoro di Ai Weiwei, l’artista che in prima linea combatte per la libertà di espressione in Cina. Nella conclusione, l’ottimismo dell’artista diventa una sorta di premonizione: “Il mondo sta seguendo attentamente il futuro dell’arte cinese!”.

Un altro manifesto di cui Ai è un firmatario è la Charta08, per cui il Premio Nobel Liu Xiaobo sta scontando 11 anni di prigione con la colpa di voler rivendicare i diritti umani del popolo cinese.

Sempre la settimana scorsa, l’artista ha pubblicato attraverso il suo account di Google Plus (dato che il Governo gli ha bloccato il suo Twitter!) la lista del materiale sequestrato dalla polizia dal suo studio, mostrando come questa paranoia del Governo nei suoi confronti li abbia portati a sequestrare anche le cose più assurde.

Il suo account di Twitter registrava ormai 92.455 followers ed era diventato un vero e proprio progetto artistico che rispondeva all’attivismo dell’artista. In risposta al silenzio imposto, Ai ha creato il proprio profilo su Google Plus esordendo con il messaggio “Sono qui, saluti” e “Questa è una prova di vita”. Oltre 5.000 persone hanno iniziato a seguirlo, producendo oltre 800 commenti ai suoi due messaggi.

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