Fondi di investimento in arte Parte II – The Chinese Art Fund

Continuiamo a parlare dei fondi di investimento in arte, prendendo in esame il più importante specializzato in arte cinese.

The Chinese Art Fund nasce nel 2006 su iniziativa di Philip Hoffman, capo della società di gestione Fine Art Management Service Ltd., composto in particolare da antichità cinesi (soprattutto porcellane e ceramiche imperiali) e, in misura minore, di arte contemporanea e fotografia. Il fondo ha sede a Londra, sottoposto quindi alla legislazione inglese e ricalca funzionamento e strategia del Fine Art Fund I lanciato nel 2003.

la struttura organizzativa della società di gestione prevede un team di 30 professionisti internazionali, suddivisi in quattro livelli. Il primo livello è costituito dagli Art Buyers (che sono coloro che effettuano le raccomandazioni), il secondo dagli Art Advisors (che approvano gli acquisti) e a ciò seguono The Fine Art Fund Board (una commissione che effettua valutazioni indipendenti sulle opere) ed il Management Board, che approva tutti i costi d’acquisto. Per il CFAF l’Art Buyers di riferimento è Anthony Lin, l’Art Advisor è Thomas E. Jones. Scopo della suddivisione in quattro livelli è, oltre ad avere la certezza della convenienza dell’investimento, eliminare tutti gli eventuali conflitti d’interesse, come ad esempio gli Art Buyers non possono proporre al fondo opere di proprio interesse senza prima informare i Manager. Infine vi è uno staff operativo che si occupa di marketing, delle relazioni con gli investitori, nonché delle relazioni con advisors e direttori.

Il CFAF prevede un predefinito periodo di sottoscrizione, cui segue un periodo d’investimento, al termine del quale segue il periodo di liquidazione. Il periodo di sottoscrizione ha avuto termine nel 2008 e l’investimento minimo richiesto era di 100.000 dollari con un periodo di lock up per ogni investitore pari a tre anni. La durata prevista del fondo era di 5 anni, con due possibili estensioni di un anno ciascuna ed il periodo d’investimento era da 1 a 4 anni.

In accordo a tali previsioni, nel 2010 il fondo ha concluso gli investimenti ad ha iniziato il periodo di liquidazione e disinvestimento, con corrispondenti regolamenti ai sottoscrittori.

Riguardo le commissioni, in linea con quanto stabilito per gli altri fondi della stessa società, anche per il CFAF esse sono state costituite da un 2% di commissioni di gestione e un 20% di commissione d’incentivo sulle performance.

I risultati attesi si aggiravano intorno ad un tasso di ritorno sull’investimento del 10-15% e invece si sono rivelati addirittura superiori. In particolare a dicembre del 2008, termine del periodo di sottoscrizione, l’Irr sul patrimonio era pari al 20%, mentre non si dispone di quello sulle vendite poiché queste dovevano ancora essere effettuate.

Le conclusioni finali sulla performance del fondo potranno essere tratte solo quando sarà terminata anche la liquidazione dello stesso, ovvero fra 5-7 anni.

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